DOMENICA 11 OTTOBRE 2026, ore 20.30
BASILICA DI S. CALIMERO, MILANO
INGRESSO LIBERO
CONSORT MUSIC TRA ‘500 e ‘600
Alfonso Ferrabosco (1543 – 1588) - A fancy
Renaldo Paradiso (? – 1562) - A fancy
Thomas Weelkes (1576 -1623) - In Nomine
John Baldwine (1560 -1615) - In Nomine
Hugh Ashton (1485 -1558) - Hugh Ashton’s Maske
Robert Parsons (1535 circa – 1571 circa) - Ut re mi
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Costanzo Festa (c.1485-1545) - 7 Contrappunti sopra La Spagna
Heinrich Isaac (1450-1517) - Da po’ che gionta; Neoptolemus; Sol Fa Mi Re; La Mi La Sol
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Jacob Obrecht (1457-1505) - J’ay pris amours
Antoine Brumel (c.1460-1513) - Du tout plongiet/Fors seulement
Johannes Ghiselin Verbonnet (1455-1511) - La Spagna
The Olive Consort, flauti dolci
Kees Boeke - Walter van Hauwe - Seiko Tanaka - Daniele Bragetti
Se la metafora della salita al Parnaso, il monte di Apollo e delle Muse, è ricorrente nella letteratura musicale di formazione, solo a partire dal XVIII secolo diventa titolo abituare per manuali di esercizi destinati allo studio del violino, del pianoforte ma anche della composizione. Fu Johann Fux (1660-1741) 1725 a individuare come strumento per l’apprendimento della difficile arte del contrappunto un percorso costruito su due livello: da una parte il passaggio da una a quattro voci, dall’altro lo studio nota contro nota, due note contro una, quattro note contro uno ecc. facendo una sorta di sintesi didattica della grande tradizione polifonica strumentale che affonda le sue origini nel Medioevo e nel Rinascimento.
Luca Vonella
Salire al Parnaso: Il Contrappunto come Sfida, Esercizio e Ascesi
L'espressione "Gradus ad Parnassum" evoca immediatamente un percorso di ascesa, la salita al monte Parnaso, dimora delle Muse; nella storia della musica, questo cammino ha più volte evocato i "passi" rigorosi che il compositore deve compiere per dominare la materia sonora e raggiungere la vetta della perfezione artistica. Molto prima che Johann Joseph Fux nel XVIII secolo codificasse questo viaggio nel suo celebre trattato, i maestri del Rinascimento vivevano già la composizione come una vera e propria sfida intellettuale e spirituale, una scalata dove la severità della regola geometrica si trasforma in pura libertà espressiva.
Il programma di questo concerto è una perfetta incarnazione di questo concetto. Non si tratta solo di una antologia di musica strumentale tra il XV e il XVII secolo, ma di un vero e proprio itinerario didattico, speculativo e virtuosistico attraverso le forme più rigorose della polifonia europea.
I Gradini dell'Ingegno: Le Sfide del Programma
· L'ossessione del Cantus Firmus (In Nomine e La Spagna):
Il cuore concettuale del Gradus rinascimentale risiede nella capacità di costruire cattedrali sonore a partire da un vincolo apparentemente rigido. Le composizioni basate sull'In Nomine (Weelkes e Baldwine) costringono il musicista a misurarsi con una melodia sacra a note lunghe; l’abilità del compositore si misura in quanti modi diversi, sempre più complessi e arditi, le altre voci riescono a ricamare attorno a quel perno. Lo stesso principio governa le composizioni basate sul canto piano più famoso dell'epoca, La Spagna. Se Costanzo Festa accettò la titanica sfida intellettuale di scrivere su questo tenor ben 125 contrappunti (di cui oggi ne ascoltiamo una significativa selezione di sette), anche Ghiselin si misura con lo stesso identico materiale. È l'essenza stessa del Gradus: prendere una struttura melodica semplice e dimostrare come l'ingegno umano possa scolpirla in infiniti modi diversi.
· La speculazione teorica: intorno all’esacordo
Salire il Parnaso significa anche dominare gli elementi base del linguaggio. Robert Parsons con il suo Ut re mi e Heinrich Isaac con brani strutturati su frammenti come Sol Fa Mi Re e La Mi La Sol, compiono un'operazione di puro minimalismo matematico ed esacordale. Privati della libertà di inventare melodie complesse, i compositori scalano la vetta usando solo i mattoni fondamentali della scala musicale, dimostrando che la massima restrizione formale può generare la massima ricchezza sonora.
· La fantasia e il superamento del testo:
Con le Fancies di Paradiso e Ferrabosco I, assistiamo al gradino finale di questa ascesa. Liberatisi dal testo verbale, i compositori applicano la rigida scienza contrappuntistica alla musica strumentale pura. Il rigore dello studio accademico non è più un fine, ma diventa il mezzo per far decollare liberamente la fantasia.
Questo programma rappresenta dunque un laboratorio dell'ingegno; ogni brano è un passo in avanti, un esercizio di disciplina che sfida la gravità delle regole per toccare il cielo della pura arte, un vero e proprio cammino verso il Parnaso della polifonia strumentale.
Daniele Bragetti
CURRICULA VITARUM
Kees Boeke è nato ad Amsterdam. Dopo gli studi al Royal Conservatory di L'Aia (flauto dolce con Frans Brüggen e violoncello con Anner Bijlsma), da cui si è laureato con lode, ha fondato l'ensemble Quadro Hotteterre (1968-1988). È stato per molti anni membro del complesso medievale e rinascimentale Syntagma Musicum (Kees Otten) e co-fondatore del trio d'avanguardia di flauti Sour Cream (1972), il Little Consort Amsterdam (1978) e l’ensemble Mala Punica (1989). Nel 2001 forma l'ensemble medievale Tetraktys.
Nel 1970 Kees Boeke iniziò la sua attività didattica al Royal Conservatory di L'Aia e nel 1975 allo Sweelinck Conservatorium di Amsterdam. Dal 1990 ha insegnato flauto dolce e musica antica all'Università di musica e teatro di Zurigo e alla Hochschule für Musik di Trossingen, in Germania. Dal 2006 al 2014 è stato professore di musica medievale e rinascimentale presso l'Istituto di musica antica di Trossingen.
Ha tenuto seminari e masterclass per flauto dolce e musica antica in tutto il mondo - tra cui la Deller Academy (Lacoste, Francia, 1972-1982), i Corsi di musica antica internazionale (Urbino, Italia, dal 1975 al 1982), e il Festival della musica antica, Vancouver. È stato responsabile artistico della Settimana Musicale di Pitigliano (1982-1986), nonché dei Corsi internazionali di musica antica di San Floriano (Polcenigo, Italia, 1983-1993). Dal 1989 collabora con l'Accademia Musicale Chigiana di Siena, per la quale nel 1994 ha prodotto I Vespri (Psalmi a 4 Cori / Salmi per quattro cori, 1612) di Ludovico da Viadana. Recentemente (2016) ha fondato la Settimana Musicale del Trecento (www.settimanamusicaledeltrecento.it), un corso estivo specializzato in musica del Trecento, nella città di Arezzo in Toscana.
Nel 1996, Kees Boeke inizia il suo lavoro come consulente musicale per l'ensemble Cantica Symphonia con il quale ha realizzato registrazioni di mottetti di Costanzo Festa e messe di Guillaume Dufay. È stato invitato come direttore ospite dall'ensemble vocale e strumentale "L'Homme Arme" a Firenze e dall'ensemble Ars Nova Copenhagen per concerti in Olanda, Belgio e Danimarca. Nel corso degli anni ha collaborato con l'Hilliard Ensemble in concerti e registrazioni di musiche di Heinrich Isaac, Orlando di Lasso e Philippe de Monte, con il Ricercar Consort di Philippe Pierlot e con il Concerto delle Viole di Roberto Gini.
Kees Boeke ha registrato oltre 70 dischi e CD per Teldec, Das Alte Werk, EMI, RCA, New Age, Channel Classics, Arcana, Symphonia, Attacca, Erato, Philips, Stradivarius, Glossa, Mirare e la sua etichetta Olive Music, per la quale ha prodotto 30 CD. Nel campo della musica contemporanea, lui e Antonio Politano formarono Duix, un duo specializzato in musica contemporanea per (contra) bass recorder Paetzold e live electronics. Inoltre, Kees Boeke è attivo come compositore (Donemus, Amsterdam, Sheetmusicnow.com) e come editore di musica antica e contemporanea (Zen-On, Tokyo, Schott, Londra). Insieme con Jos Haring sta preparando una nuova edizione completa del famoso codice di Ars Subtilior di Modena, ModA.
Dal 2001 lavora a stretto contatto con il professor Laurenz Lütteken (Università di Zurigo) in progetti e seminari nel campo della musica medievale, rinascimentale e barocca. Nel 2003, ha avviato la sua etichetta CD Olive Music (www.o-livemusic.com), insieme a sua moglie, la cantante Jill Feldman. Inoltre, i due fondarono l'ensemble "Tetraktys" per la musica medievale. I programmi di Tetraktys comprendono repertorio del tardo medioevo e del primo rinascimento: il Trecento toscano, le canzoni di Dufay e contemporanei, il Codice Squarcialupi, la registrazione integrale del Codice di Chantilly, opere di Ciconia, opere sacre e profane di Matteo da Perugia, il libro di canzoni di Johannes Heer ecc.
Vive in Toscana dal 1980 ed è produttore di olio extra vergine di oliva.
Walter van Hauwe ha mostrato la sua lunga relazione col repertorio tradizionale del flauto dolce non solo come solista ma anche come membro degli ensembles “Quadro Hotteterre” (1969) e “Little Consort” (1979), con, tra gli altri, Kees Boeke e Toyohiko Satoh . Ha suonato il flauto dolce e il flauto traverso barocco in numerose esecuzioni e registrazioni con Nikolaus Harnoncourt, Gustav Leonhardt e Frans Brüggen. Nel 1971 è stato co-fondatore, con Frans Brüggen e Kees Boeke, del controverso trio di flauti dolci '”Sour Cream”. E’ autore del metodo per flauto dolce in tre volumi 'The Modern Recorder Player', pubblicato dalla Schott di Londra e tradotto in numerose lingue. Ha ispirato compositori quali Franco Donatoni e Isang Yun a scrivere per flauto dolce. Grazie a una breve ma intensa colaborazione con la virtuosa di marimba giapponese Keiko Abe e con il 'Maarten Altena Ensemble' ha sviluppato un forte interesse per l’improvvisazione. Col gruppo teatrale ‘Hollandia’ e il suo direttore Paul Koek ha colaborato a diverse produzioni di grande successo. Walter van Hauwe ha insegnato dal 1971 presso il Conservatorio di Amsterdam, attirando studenti da tutto il mondo; dal 2006 è responsabile presso la medesima istituzione dello sviluppo didattico. Come direttore è stato ospite dal 2001 al 2005 del prestigioso Saito Kinen Festival di Matsumoto (Giappone).
E’ invitato frequentemente come esperto di questioni interpretative, in particolare per la musica antica e contemporanea, collaborando in questa veste tra gli altri con Nobuko Imai, Seiji Ozawa, e l’Aurelia Quartett. Dal 1988 ha lavorato al “'Catalogue of Contemporary Blockflute Music” (oltre 5000 titoli) e al “Catalogue of Historical Recorder Repertoire”, comprendenti gran parte del repertorio originale per flauto dolce, dal XVI secolo ad oggi. Questi cataloghi sono reperibili sul sito: http://www.blokfluit.org.
Nel 2002 ha ricevuto il prestigioso Prins Bernard Music Award. Ha effettuato numerose incisioni discografiche per Telefunken's 'Das Alte Werk', Vanguard, Columbia-Denon, RCA, CBS, Attacca e Channel Classics/Moeck Verlag.
Seiko Tanaka ha studiato flauto dolce presso l’Università “Ueno Gakuen” di Tokyo laureandosi nel 1986; si è poi perfezionata presso lo “Sweelinck Conservatorium” di Amsterdam con W. van Hauwe, conseguendo il Diploma di Insegnante nel 1991 e il Diploma di Concertista nel 1993. Da alcuni anni svolge intensa attività concertistica in Belgio, Paesi Bassi, Italia, Svizzera e Giappone, collaborando tra l’altro con l’Ensemble Baroque de Limoges (C. Coin), l’Ensemble Baroque de Mateus (M. Leonhardt) e l’Ensemble Elyma (G. Garrido). Dal 1994 al 1997 è stata docente di flauto dolce e musica d’insieme presso l’Università “Ueno Gakuen” di Tokyo. Ha insegnato per molti anni presso il Civico Liceo Musicale di Varese e presso la Scuola Musicale di Milano. Ha fondato lo Studio Fontegara di Tokyo, presso il quale svolge da più di dieci anni intensa attività didattica. Ha pubblicato il volume di tecnica flautistica “Tonguing for recorder players” per la Entrée di Tokyo; ha inoltre all’attivo incisioni discografiche per Entrée, Stradivarius, Mercury e Passacaille. Da diversi anni dirige e coordina, assieme a Daniele Bragetti, due orchestre di flauti dolci, I Sonatori del Fontego – Tokyo, e I Sonatori del Fontego – Orchestra Milanese di flauti dolci.
Daniele Bragetti ha studiato flauto dolce presso la Scuola Civica di Musica di Milano sotto la guida di N. Stern, diplomandosi nel 1985. Si è poi perfezionato in Italia con K. Boeke e presso lo “Sweelinck Conservatorium” di Amsterdam con M. Miessen e J. van Wingerden, conseguendo il diploma nel 1991. Da molti anni svolge attività concertistica in Italia, in vari paesi europei e in Giappone, collaborando inoltre con orchestre quali l’Ensemble Baroque de Limoges (C. Coin), Capella Ducale Venezia (L. Picotti), Athestis Chorus (F.M. Bressan), Academia Montis Regalis (A. de Marchi), Ensemble Elyma (G. Garrido) e Ensemble Concerto (R. Gini). Ha partecipato a incisioni discografiche per Opus 111, Entrée, Mercury, Stradivarius e Passacaille. Attualmente insegna ornamentazione storica e flauto dolce presso la Civica Scuola di Musica “C.Abbado” di Milano e la Haute École de Musique di Ginevra, oltre che presso lo Studio Fontegara di Tokyo. Nel 2009 e nel 2010 è stato visiting professor presso la Pontificia Universitad Catolica di Santiago del Cile. Dirige e coordina con Seiko Tanaka due orchestre di flauti dolci, I Sonatori del Fontego – Orchestra Milanese di flauti dolci, e I Sonatori del Fontego – Tokyo.
Citazioni
“[…] Gran parte delle caratteristiche di questo linguaggio musicale non comparvero una alla volta in bell’ordine, bensì sporadicamente, a volte in gruppo e a volte isolate, e insomma in un modo che non può soddisfare chi ama i contorni netti e precisi. Il periodo tra il 1750 e il 1775 fu infatti caratterizzato infatti dall’eccentricità, dallo sperimentalismo a volte fine a se stesso, il risultato del quale son opere che ancora oggi sono difficilmente accettabili a causa della loro stranezza. Eppure ogni esperimento riuscito e ogni sviluppo stilistico che divenne parte integrante del cinquantennio successivo erano caratterizzati dalla tendenza alla costituzione di un nuovo stile espressivo basato sulla tonalità”.
- Charles Rosen
“Accanto a C.P.E. Bach, Haydn sembra un compositore prudente e sobrio: le irregolarità delle sue frasi e delle sue modulazioni paiono persino timide rispetto a quelle del più anziano collega. Senza precedente è invece la sintesi, gradualmente prodotta da Haydn negli anni a cavallo del 1770, fra irregolarità drammatica e simmetria complessiva. Fino ad allora, la simmetria formale delle sue opere era esteriore, a volte puramente meccanica: gli effetti drammatici disgregavano le strutture oppure erano resi possibile da una organizzazione complessiva molto allentata. Haydn sviluppò in seguito uno stile in cui gli effetti maggiormente drammatici sono essenziali per la forma, ossia la giustificano e contemporaneamente sono da essa giustificati (preparati e risolti). Il classicismo temperò in Haydn la violenza, ma non ridusse né smussò le irregolarità. Fu quella tradizione di eccentricità a proteggerlo dalla scipitezza del modo rococò e galante. Di una generazione più giovane, Mozart crebbe con quest’ultimo stile quando ormai la maniera tardobarocca di C.P.E. Bach era sostanzialmente passata di moda; dovette dunque sviluppare da sé il gusto per l’asimmetria e per la discontinuità drammatica, in parte traendo ispirazione dalla conoscenza della musica di J.S. Bach.”
- Charles Rosen
“Ciò che rende particolarmente difficile lo studio della storia della musica, come quella di qualsiasi arte, è che l’oggetto dell’interesse è l’eccezione, non la regola”
- Charles Rosen