SABATO 19 OTTOBRE 2019

DAL BAROCCO AL PRECLASSICISMO (1750-1760)

Haydn fu il musicista che più di tutti “sperimentò” per arrivare alla definizione dello stile classico. Anche se non possediamo opere di stile barocco di Haydn, la sua formazione avvenne sotto la guida di grandi compositori barocchi, Porpora e Fux, presso la cattedrale di Santo Stefano a Vienna: le opere del primo decennio di attività rientrano appieno in questa definizione, inserendo nuovi elementi del gusto già preclassico (regolarità della frase, chiarezza armonica) entro strutture ancora barocche.

Lo testimoniano i due divertimenti del 1755 e del 1759.

Ad essi verranno affiancate alcuni brani di Daphnis&Aegle, opera tarda di J.P. Rameau che senza rinnegare la sua formazione saldamente contrappuntista e barocca, si avvicina allo stile classico per alcuni aspetti di questi brani; e di Giovanni Battista Sammartini, geniale creatore già a partire dagli anni ‘40 di opere “classiche” almeno nei paramentri di ritmo, frase e armonia.

 

 

Citazioni

 

“[…] Gran parte delle caratteristiche di questo linguaggio musicale non comparvero una alla volta in bell’ordine, bensì sporadicamente, a volte in gruppo e a volte isolate, e insomma in un modo che non può soddisfare chi ama i contorni netti e precisi. Il periodo tra il 1750 e il 1775 fu infatti caratterizzato infatti dall’eccentricità, dallo sperimentalismo a volte fine a se stesso, il risultato del quale son opere che ancora oggi sono difficilmente accettabili a causa della loro stranezza. Eppure ogni esperimento riuscito e ogni sviluppo stilistico che divenne parte integrante del cinquantennio successivo erano caratterizzati dalla tendenza alla costituzione di un nuovo stile espressivo basato sulla tonalità”.

- Charles Rosen

“ciò che definisce la moda è che essa introduce nel tempo una peculiare discontinuità, che lo divide secondo la sua inattualità o attualità, il suo essere o il suo non-esser-piú-alla-moda (alla moda e non semplicemente di moda, che si riferisce solo alle cose). Questa cesura, per quanto sottile, è perspicua, nel senso che coloro che debbono percepirla la percepiscono immancabilmente e proprio in questo modo attestano il loro essere alla moda; ma se cerchiamo di oggettivarla e di fissarla nel tempo cronologico, essa si rivela inafferrabile.”

- Giorgio Agamben

“Ciò che rende particolarmente difficile lo studio della storia della musica, come quella di qualsiasi arte, è che l’oggetto dell’interesse è l’eccezione, non la regola”

- Charles Rosen

 

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